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    <conference>
        <title>FOSS4G IT &amp; OSMit 2026</title>
        <acronym>foss4g-it-2026</acronym>
        <start>2026-07-09</start>
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        <base_url>https://talks.osgeo.org</base_url>
        
        <time_zone_name>Europe/Rome</time_zone_name>
        
        
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    <day index='1' date='2026-07-09' start='2026-07-09T04:00:00+02:00' end='2026-07-10T03:59:00+02:00'>
        <room name='Workshop 1' guid='9c1bb82a-7037-5237-9673-ed8f626618a7'>
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                <room>Workshop 1</room>
                <title>Instability Hunters con QGIS Light, OpenStreetMap e uMap</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (4h)</type>
                <date>2026-07-09T08:50:00+02:00</date>
                <start>08:50</start>
                <duration>04:00</duration>
                <abstract>Scuole, associazioni e piccoli Comuni, che hanno una diretta interazione con il territorio e i suoi abitanti, potrebbero avere vantaggi nell&apos;utilizzo di GIS per l&apos;analisi e la gestione di tematiche relative al territorio in cui operano. In particolare, spesso la conoscenza del territorio da parte di chi lo vive costituisce una fonte di informazioni molto importante. Per&#242; raccogliere e gestire tali dati in un applicativo GIS vero e proprio potrebbe essere difficile, poich&#233; richiede una conoscenza tecnica che non &#232; cos&#236; comune nelle piccole realt&#224; territoriali. Pertanto questo da un lato pu&#242; scoraggiare i potenziali utenti che lo ritengono troppo complicato, dall&apos;altro pu&#242; portare ad un suo sottoutilizzo, limitato ai comandi pi&#249; semplici o pi&#249; simili al CAD senza sfruttare le funzioni anche basiche ma caratteristiche di un GIS. 
Sono per&#242; disponibili una serie di strumenti di utilizzo pi&#249; istintivo, che permettono di affrontare un tema avvicinandosi al GIS in maniera pi&#249; soft e arrivando comunque a risultati corretti e utili. Il plugin QGIS Light, realizzato da Girgin, S., Gohil, J., and Mydur, I. (2025), fornisce un&apos;interfaccia molto semplificata e un insieme ristretto di funzioni base. Questo permette ad un utente non esperto di apprendere i principi e la logica dei sistemi GIS per sfruttarne al meglio le potenzialit&#224;, e al tempo stesso di concentrarsi sul tema da trattare senza perdersi in difficolt&#224; &quot;tecniche&quot;. 
Il field paper permette di rilevare in maniera analogica dati georeferenziati e di introdurli in un progetto GIS e uMap permette la visualizzazione interattiva di diversi tipi di dati georeferenziati e contenuti multimediali.
Nel presente workshop si propone un esercitazione basata su un caso di studio reale (le frane nei quartieri collinari di Genova) che integra elaborazione di mappe &quot;a tavolino&quot;, dati acquisiti durante un sopralluogo e la presentazione e condivisione dei risultati sul web.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5451-instability-hunters-con-qgis-light-openstreetmap-e-umap</slug>
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                <room>Workshop 1</room>
                <title>Geodatabase in Postgresql/Postgis</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (4h)</type>
                <date>2026-07-09T14:00:00+02:00</date>
                <start>14:00</start>
                <duration>04:00</duration>
                <abstract>&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Introduzione all&apos;amministrazione del database Postgresql:
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Utenti e gruppi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Autenticazione.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Diritti sui database/schemi/tabelle.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Introduzione alla gestione di dati geospaziali con l&apos;estensione Postgis del database Postgresql.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Importazione da QGIS, Ambiente di Lavoro.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Funzioni principali di Postgis:
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Query di selezione.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Query di raggruppamento.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Trasformazione e manipolazione delle geometrie.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4988-geodatabase-in-postgresql-postgis</slug>
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                    <person id='3201'>Rocco Pispico</person><person id='3200'>Luca Lanteri</person>
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                <room>Workshop 2</room>
                <title>OpenStreetMap Mapping Party</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (2h)</type>
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                <abstract>Voltete imparare a mappare su OpenStreetMap? ecco l&apos;occasione per voi, una mapping party organizzato da TomTom per iniziare a contribuire al progetto dei dati geografici liberi</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5951-openstreetmap-mapping-party</slug>
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                    <person id='1503'>Chiara Angiolini</person>
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                <room>Workshop 2</room>
                <title>Mappatura OSM dell&apos; infrastruttura ciclabile e delle ciclovie in Italia</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (2h)</type>
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                <duration>02:00</duration>
                <abstract>Il workshop &#232; rivolto a mappatori e utenti dei dati OSM per ciclisti. Si basa su dettagliati appunti sull&apos;argomenti compilati per un&apos;aggiornamento e ampliamento della pagina wiki IT:Biciclette. I punti principali sono
- che cosa dovrebbe esserci sulla mappa
- come raccogliere dati
- problemi generici di interesse per ciclisti
- come inserire dati (editor)
- mappatura di infrastruttura ciclabile (questo corrisponde allo scopo dell&apos;attuale pagina wiki)
- mappatura delle propriet&#224; delle strade 
- mappatura di percorsi ciclo-turistici (ciclovie)</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5462-mappatura-osm-dell-infrastruttura-ciclabile-e-delle-ciclovie-in-italia</slug>
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                    <person id='4920'>Volker SCHMIDT</person>
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                <room>Workshop 2</room>
                <title>Pubblicazione su web di dati geospaziali con Openlayers</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (2h)</type>
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                <duration>02:00</duration>
                <abstract>Introduzione alla pubblicazione di dati geospaziali su web per mezzo della libreria Openlayers.
Verranno illustrati i concetti generali e gli oggetti principali usati per implementare viste e controlli di mappa, collegare layer, definire gli stili di rappresentazione. Verranno inoltre introtte le risorse di documentazione a disposizione degli sviluppatori.
E&apos; necessaria una preconoscenza dei principi di base di sviluppo web (html, css, javascript) e la disponibilit&#224; di un pc con il server di sviluppo Nodejs ed un editor per programmazione (Per esempio Geany o Brackets)</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5187-pubblicazione-su-web-di-dati-geospaziali-con-openlayers</slug>
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                <room>Workshop 2</room>
                <title>Sviluppo di applicazioni cartografiche con Vuejs Openlayers e Wegue Webgis</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (2h)</type>
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                <duration>02:00</duration>
                <abstract>Introduzione allo sviluppo veloce di moderne applicazioni cartografiche su web usando come piattaforma il webgis wegue https://wegue-oss.github.io/wegue/#/ implementato con il framework Vuejs ed Openlayers
Verr&#224; illustrato il deployment in locale dell&apos;applicazione base (il cd &quot;boilerplate&quot;) e la modifica dei relativi files di configurazione. Verr&#224; poi illustrato come interagire con il sistema degli oggetti messi a disposizione della piattaforma per personalizzare l&apos;interfaccia del webgis usando Vuetify https://vuetifyjs.com/, il modulo di componenti visuali per Vuejs usato da Wegue.
Per seguire il workshop &#232; necessaria la preconoscenza dei concetti di base di openlayers e di sviluppo web (javascript, html, css). Si consiglia la disponibilit&#224; di pc con installazione di nodejs e editor di programmazione (Geany, Brackets o simili)</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5192-sviluppo-di-applicazioni-cartografiche-con-vuejs-openlayers-e-wegue-webgis</slug>
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                <room>Workshop 3</room>
                <title>Wikidata per i dati geospaziali: introduzione pratica all&#8217;estrazione con SPARQL</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <abstract>Negli ultimi anni Wikidata si &#232; affermato come una delle principali infrastrutture aperte per la produzione e la condivisione di dati strutturati su scala globale. Grazie alla sua natura collaborativa e alla stretta integrazione con l&#8217;ecosistema Wikimedia (in particolare Wikipedia, Wikimedia Commons e Wikivoyage), Wikidata rappresenta una risorsa di grande interesse per la comunit&#224; geografica, offrendo accesso a una vasta quantit&#224; di informazioni georiferite liberamente riutilizzabili.
Questo workshop, della durata di 2 ore, &#232; pensato per un pubblico di geografi senza esperienza pregressa su Wikidata o con conoscenze di base del linguaggio SPARQL. L&#8217;obiettivo &#232; fornire una introduzione all&#8217;uso di Wikidata come fonte di dati aperti, con particolare attenzione all&#8217;estrazione di dataset contenenti coordinate geografiche.
La prima parte del workshop introdurr&#224; in modo sintetico i concetti chiave necessari per lavorare con Wikidata: una panoramica sulla struttura e sul ruolo del progetto nell&#8217;ecosistema Wikimedia; i principi di base dei database semantici e dei Linked Open Data; gli elementi essenziali del linguaggio SPARQL; e il funzionamento del Wikidata Query Service, con riferimento all&#8217;interfaccia, all&#8217;esecuzione delle query e agli strumenti di visualizzazione dei risultati.
Successivamente, i partecipanti saranno guidati nella costruzione progressiva di query SPARQL semplici, finalizzate all&#8217;estrazione di dataset georiferiti. In particolare, verr&#224; mostrato come individuare e utilizzare le propriet&#224; che contengono coordinate, come filtrare i risultati e come strutturare query per ottenere dataset coerenti e riutilizzabili.
La seconda parte del workshop sar&#224; interamente pratica. I partecipanti lavoreranno su esercizi guidati che prevedono l&#8217;estrazione di uno o pi&#249; dataset georiferiti (ad esempio: beni culturali, elementi naturali, infrastrutture o entit&#224; amministrative) a partire da Wikidata. Durante l&#8217;esercitazione si imparer&#224; a esportare i risultati delle query in formati standard come CSV, JSON e GeoJSON, pronti per essere utilizzati in software GIS o in altri ambienti di analisi. Verrano mostrati alcuni esempi concreti di utilizzo di SPARQL su Wikidata Query Service per la creazione di mappe interattive e parleremo di metodi alternativi disponibili per ottenere efficientemente dati geografici da Wikidata.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5455-wikidata-per-i-dati-geospaziali-introduzione-pratica-all-estrazione-con-sparql</slug>
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            <event guid='19846fa6-d879-511f-b74d-c2262a3feb1f' id='5040'>
                <room>Workshop 3</room>
                <title>IoT e GIS: esempi pratici, centraline low-cost, server open-source, plugin QGIS e standard</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (2h)</type>
                <date>2026-07-09T14:00:00+02:00</date>
                <start>14:00</start>
                <duration>02:00</duration>
                <abstract>Il workshop si propone di esplorare insieme ai partecipanti alcuni dati IoT disponibili da diversi endpoint pubblici, usando QGIS. L&apos;Internet of Things (IoT) sta trasformando profondamente il modo in cui raccogliamo, gestiamo e visualizziamo dati ambientali, infrastrutturali e territoriali in tempo reale. Il workshop &#232; rivolto a professionisti GIS, sviluppatori, ricercatori e studenti con conoscenze di base di QGIS.
Come spunto iniziale partiremo da due progetti realizzati a Ferrara con il coinvolgimento di 7 scuole superiori nell&apos;autocostruzione di centraline low-cost (circa 200 &#8364; ciascuna, con sensori e apparecchiature elettroniche standard) per la misurazione della qualit&#224; dell&apos;aria (PM10, PM2.5, CO2) e del clima (temperatura, umidit&#224;). Dopo aver completato l&apos;assemblaggio, alla fine del 2022 le stazioni sono state installate presso scuole superiori, abitazioni private, aziende private e associazioni locali.
I valori medi orari sono gestiti nel server SensorThings [1] del Comune di Ferrara, basato sulla soluzione open source FROST del Fraunhofer Institute [2], e da qui messi a disposizione anche via WFS. SensorThings offre un modo aperto, geospaziale e unificato per interconnettere dispositivi, dati e applicazioni Internet of Things (IoT) tramite il web; &#232; uno standard aperto, si basa su protocolli web e ha un&apos;interfaccia di tipo REST facile da usare, offrendo un modo uniforme per sfruttare appieno il potenziale dell&apos;IoT.
La prima parte (circa 90 minuti) sar&#224; dedicata all&apos;uso pratico del plugin QGIS SensorThings API [3]. I partecipanti, guidati passo dopo passo, configureranno una connessione a un endpoint SensorThings, esploreranno le risorse disponibili, caricheranno layer vettoriali con le posizioni dei sensori e accederanno alle osservazioni associate. Saranno affrontati anche temi legati alla temporalit&#224; dei dati, alla stilizzazione delle feature e all&apos;integrazione con altri layer GIS. Saranno illustrati casi d&apos;uso reali in ambito ambientale, urbano e infrastrutturale, con riferimento a endpoint pubblici gi&#224; disponibili che espongono misurazioni (serie temporali) sulla qualit&#224; dell&apos;aria (dall&apos;EEA), dell&apos;acqua (BRGM), contabiciclette, sensori del traffico, ecc.
Nella seconda parte del workshop (circa 30 minuti) verr&#224; presentato il modello concettuale di SensorThings API: la struttura delle entit&#224;, le relazioni tra di esse, il sistema di query OData e le principali funzionalit&#224; di filtraggio e navigazione. 
Al termine i partecipanti avranno acquisito le competenze necessarie per connettersi autonomamente a servizi standard SensorThings API, comprendere la struttura dei dati esposti e sfruttarli in contesti di analisi e visualizzazione geospaziale con QGIS. 
[1] https://www.ogc.org/standards/sensorthings/ 
[2] https://www.iosb.fraunhofer.de/en/projects-and-products/frost-server.html 
[3] https://plugins.qgis.org/plugins/SensorThingsAPI/</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5040-iot-e-gis-esempi-pratici-centraline-low-cost-server-open-source-plugin-qgis-e-standard</slug>
                <track>GFOSS.it Contributions</track>
                
                <persons>
                    <person id='165'>Piergiorgio Cipriano</person>
                </persons>
                <language>en</language>
                
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            <event guid='971b8d9a-2b40-5b51-9f18-6322166c3c63' id='5491'>
                <room>Workshop 3</room>
                <title>Analisi quantitativa del rischio da frana: un framework integrato in QGIS tramite i Plugin QPROTO, GeoHazard e QRADE</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Workshop (2h)</type>
                <date>2026-07-09T16:15:00+02:00</date>
                <start>16:15</start>
                <duration>02:00</duration>
                <abstract>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Introduzione e Obiettivi&lt;/strong&gt; Le frane e i crolli in roccia in particolare rappresentano processi geomorfologici ad alta energia che impattano gravemente sulla sicurezza umana e sulle infrastrutture, specialmente in contesti urbanizzati caratterizzati da versanti ripidi. In contesti di pianificazione territoriale a media scala, dove le risorse e i dati possono essere limitati, &amp;egrave; fondamentale disporre di procedure di screening rapido e affidabile per identificare i settori pi&amp;ugrave; critici e dare priorit&amp;agrave; agli interventi di studio e successiva mitigazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;obiettivo del workshop &amp;egrave; guidare i partecipanti attraverso un workflow operativo completo per la conduzione di un&amp;rsquo;analisi quantitativa del rischio, utilizzando esclusivamente strumenti open-source sviluppati dal &lt;strong&gt;Politecnico di Torino&lt;/strong&gt; e da &lt;strong&gt;Arpa Piemonte&lt;/strong&gt;. Il percorso didattico coprir&amp;agrave; l&amp;rsquo;intero processo: dalla stima della pericolosit&amp;agrave; spaziale alla valutazione della vulnerabilit&amp;agrave;, fino alla generazione di mappe di rischio fisico e sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fase 1: Stima della Pericolosit&amp;agrave; (Invasione e Intensit&amp;agrave;)&lt;/strong&gt; La prima parte del workshop si concentrer&amp;agrave; sulla modellazione della pericolosit&amp;agrave;. Verranno presentati e utilizzati i plugin &lt;strong&gt;QPROTO&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;GeoHazard&lt;/strong&gt; (moduli Droka), progettati per operare in ambiente QGIS.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;QPROTO (QGIS Predictive ROckfall TOol):&lt;/strong&gt; Questo plugin implementa il &lt;strong&gt;Metodo de&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; Con&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; (o Energy Angle Method)&lt;/strong&gt; per il calcolo quantitativo della pericolosit&amp;agrave; da crollo. Il software permette di definire l&apos;area di invasione potenziale e di stimare l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; del fenomeno in termini di energia cinetica dei blocchi con un modello meccanico semplificato.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GeoHazard (Moduli Droka):&lt;/strong&gt; il plugin permette l&amp;rsquo;analisi del fenomeno attraverso i moduli &lt;strong&gt;Droka_Basic&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Droka_Flow&lt;/strong&gt;. Mentre il primo utilizza un approccio basato sul metodo dei coni, il secondo utilizza un &lt;strong&gt;modello idrologico&lt;/strong&gt; per tracciare le traiettorie lungo le linee di massima pendenza. Droka_Flow integra un approccio &lt;strong&gt;Monte Carlo&lt;/strong&gt;, che varia leggermente le quote del DTM per simulare l&apos;incertezza legata a rimbalzi e ostacoli sul versante, fornendo una visione complementare della cinematica dei crolli.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fase 2: Analisi della Vulnerabilit&amp;agrave; e del Rischio (Metodologia IMIRILAND)&lt;/strong&gt; Ottenuta la caratterizzazione della pericolosit&amp;agrave;, il workshop mostrer&amp;agrave; come passare alla valutazione del rischio tramite il plugin &lt;strong&gt;QRADE&lt;/strong&gt;. Questo strumento implementa la metodologia &lt;strong&gt;IMIRILAND&lt;/strong&gt;, integrando l&apos;output della pericolosit&amp;agrave; con la vulnerabilit&amp;agrave; e il valore degli elementi esposti.&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Integrazione con OpenStreetMap (OSM):&lt;/strong&gt; Uno dei punti di forza del workshop sar&amp;agrave; l&apos;utilizzo di QRADE per il download automatico degli elementi esposti direttamente da OSM. Il plugin sfrutta la tassonomia e i tag di OSM per assegnare rating di vulnerabilit&amp;agrave; specifici a edifici e infrastrutture, permettendo l&apos;analisi anche in assenza di database specifici per la zona di studio.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Calcolo del Rischio:&lt;/strong&gt; I partecipanti impareranno a calcolare il rischio fisico (danni ai manufatti) e il rischio sociale (danni alle persone) utilizzando tabelle di vulnerabilit&amp;agrave; predefinite &amp;mdash; basate sulla letteratura scientifica &amp;mdash; o personalizzate. Il risultato finale consister&amp;agrave; nella produzione di tre mappe fondamentali: &lt;strong&gt;Rischio Fisico, Rischio Sociale e Rischio Totale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Metodologia Didattica e Casi Studio&lt;/strong&gt; Il workshop adotter&amp;agrave; un approccio pratico, applicando il framework a casi studio rappresentativi (contesti alpini e costieri) per testare la scalabilit&amp;agrave; degli strumenti. Verr&amp;agrave; data particolare enfasi alla calibrazione dei parametri attraverso l&apos;analisi di eventi storici (back-analysis), dimostrando come questi strumenti &quot;speditivi&quot; possano fornire risultati affidabili per la gestione del territorio in contesti con dati limitati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt; Il workflow proposto rappresenta un&apos;evoluzione dai semplici modelli di traiettoria verso &lt;strong&gt;sistemi integrati di &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;analisi quantitativa&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; del rischio&lt;/strong&gt;. Al termine del workshop, i partecipanti avranno acquisito le competenze necessarie per utilizzare strumenti trasparenti e scalabili, capaci di supportare attivamente le strategie di mitigazione e una pianificazione consapevole.&lt;/p&gt;</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5491-analisi-quantitativa-del-rischio-da-frana-un-framework-integrato-in-qgis-tramite-i-plugin-qproto-geohazard-e-qrade</slug>
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                <persons>
                    <person id='6'>Stefano Campus</person><person id='556'>Marta Castelli</person><person id='4929'>Seyedmostafa Moeini</person><person id='5197'>Andrea Filipello</person>
                </persons>
                <language>en</language>
                
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    </day>
    <day index='2' date='2026-07-10' start='2026-07-10T04:00:00+02:00' end='2026-07-11T03:59:00+02:00'>
        <room name='Aula Magna' guid='c3941120-d83c-5a43-b6ab-c34242e9f8f6'>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Double Interview: GRASS and QGIS PSC Chairs</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Keynote</type>
                <date>2026-07-10T09:15:00+02:00</date>
                <start>09:15</start>
                <duration>00:30</duration>
                <abstract>We are fortunate and honored to have both current chairs of the QGIS and GRASS projects here in Trento, and we will have the opportunity to ask a few questions about the latest developments, the future, and governance to two of the people who, along with many others, are driving these projects forward.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5946-double-interview-grass-and-qgis-psc-chairs</slug>
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                <persons>
                    <person id='275'>Veronica Andreo</person><person id='122'>Marco Bernasocchi</person>
                </persons>
                <language>it</language>
                
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>RTKino: sistema GNSS RTK/PPK open-source, low-cost e replicabile</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk</type>
                <date>2026-07-10T09:45:00+02:00</date>
                <start>09:45</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>RTKino &#232; un sistema open-source per il rilievo GNSS in tempo reale (RTK) e per il
logging di dati raw GNSS (PPK), progettato a partire da esigenze operative
concrete: lavorare in autonomia, con costi contenuti e in contesti con connettivit&#224;
limitata o assente.
Il progetto integra hardware a basso costo basato su moduli multi-costellazione
dualband Ublox ZED-F9P, firmware custom su microcontrollori ESP32-S3 e una
WebUI per la gestione diretta del dispositivo e del rilievo in campo. L&#8217;intero sistema
&#232; pensato per essere completamente replicabile, modificabile e sotto il pieno
controllo dell&#8217;utente.
RTKino si propone come strumento operativo open e adattabile, complementare a
infrastrutture collaborative per la correzione GNSS, come le reti distribuite di basi
permanenti (es. CentipedeRTK). L&#8217;obiettivo &#232; fornire una piattaforma aperta che
consenta di effettuare rilievi GNSS RTK/PPK mantenendo il controllo completo della
catena tecnologica, dalla ricezione del segnale alla registrazione del dato.
Particolare attenzione &#232; stata posta sull&#8217;esperienza d&#8217;uso in mobilit&#224;, sulla
robustezza operativa e sulla continuit&#224; del rilievo. Il sistema supporta configurazioni
base/rover, trasmissione RTCM su diversi canali (Wi-Fi, BLE, reti locali e soluzioni
LoRa sperimentali) e gestione diretta dei punti rilevati.
Il firmware &#232; stato sviluppato con il supporto di strumenti di AI, integrati in un
processo iterativo basato su utilizzo reale e test sul campo. Il progetto &#232; aperto a
contributi ed evoluzioni, incoraggiandole.
Lo speech presenter&#224; il sistema reale, le scelte progettuali e i compromessi
affrontati, mostrando un approccio pratico e replicabile al rilievo GNSS di precisione.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5742-rtkino-sistema-gnss-rtk-ppk-open-source-low-cost-e-replicabile</slug>
                <track></track>
                
                <persons>
                    <person id='5042'>Emanuele Decarli</person>
                </persons>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Verso un GIS semantico. Scenari di contaminazione tra GIS e BIM.</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk</type>
                <date>2026-07-10T10:05:00+02:00</date>
                <start>10:05</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>Nel mondo delle costruzioni si sta rapidamente affermando il paradigma del Building Information Modelling - BIM che promette di descrivere l&apos;ambiente costruito secondo una semantica codificata e condivisa che consente la misurazione di costi e prestazioni. Il BIM &#232; ormai applicato, non solo ad interventi puntuali, ma anche a interventi diffusi ed a scala geografica, andando ad intersecarsi con le informazioni gestite dal GIS. L&apos;intervento ha l&apos;obiettivo di inquadrare e descrivere i vari punti di contatto ed i modelli d&apos;uso, le risorse e gli standard di interoperabilit&#224; che mettono in relazione i due mondi sotto il profilo dei dati aperti e del software open source.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5413-verso-un-gis-semantico-scenari-di-contaminazione-tra-gis-e-bim</slug>
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                <persons>
                    <person id='1590'>Enrico Ferreguti</person>
                </persons>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>SitVi 3.0 - Un geoportale comunale full-stack su stack open source: WordPress, MapLibre GL JS e GeoServer</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk</type>
                <date>2026-07-10T10:45:00+02:00</date>
                <start>10:45</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>I geoportali comunali sono strumenti fondamentali per la trasparenza e l&apos;accesso ai dati territoriali, ma la loro realizzazione si scontra spesso con budget limitati e la necessit&#224; di integrare competenze webgis e CMS. SitVi, sviluppato per la Citt&#224; di Vicenza, &#232; un tema WordPress open source che trasforma un CMS generalista in un geoportale WebGIS completo, sfruttando esclusivamente tecnologie FOSS: MapLibre GL JS per la visualizzazione vettoriale, GeoServer come backend geospaziale (WMS/WFS/WMTS/MVT), PostgreSQL/PostGIS come database e Bootstrap 5 per l&apos;interfaccia.

Un elemento centrale dell&apos;architettura &#232; il supporto ai Vector Tiles (MVT): i layer vengono serviti da GeoServer come Mapbox Vector Tiles e renderizzati lato client da MapLibre GL JS, con tutti i vantaggi in termini di performance, zoom fluido e styling dinamico lato browser. A questo si affianca un sistema di simbologie avanzato: gli stili non sono un attributo del layer ma entit&#224; indipendenti gestite lato database, con supporto a simbologie semplici, categorizzate, graduate, per regole e zoom-based. L&apos;editor visuale integrato consente di creare, modificare e applicare stili con anteprima live su mappa MapLibre, esportare in formato SLD per GeoServer e importare da QML semplici. Le simbologie sono disaccoppiate dalle mappe: una modifica in gestione layer si propaga automaticamente a tutte le mappe che usano quella simbologia.
Il catalogo layer offre anteprima interattiva, download in formato GeoJSON, Shapefile, GeoPackage, CSV, XLSX e DXF (tramite plugin GeoServer gs-dxf), e un sistema di metadati a tre livelli: URL esterno, upload XML ISO 19139, o collegamento diretto a un record RNDT. Quest&apos;ultimo aspetto &#232; reso possibile dall&apos;integrazione con il plugin companion RNDT Manager: un editor React completo per la produzione di metadati conformi allo standard RNDT 2020 (INSPIRE Technical Guidelines v2.0.1, profilo italiano ISO 19115/19139). Il plugin non si limita alla compilazione guidata del metadato: include un validatore RNDT integrato che verifica la conformit&#224; del record rispetto ai requisiti obbligatori INSPIRE, con diagnostica campo per campo, e supporta la pubblicazione diretta su catalogo CSW e su GeoServer (associazione automatica metadato&#8211;layer tramite workspace:layername).

Il sistema integra inoltre un modello di gestione basato sui ruoli che distingue tra utenti pubblici e utenti interni alla PA. Gli utenti autorizzati possono creare e gestire mappe tematiche condivise, favorendo la collaborazione tra uffici e migliorando il coordinamento interno nella gestione dei dati territoriali.

L&apos;intervento illustrer&#224; l&apos;architettura del sistema, le scelte progettuali chiave e le criticit&#224; affrontate nell&apos;integrazione.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5390-sitvi-3-0-un-geoportale-comunale-full-stack-su-stack-open-source-wordpress-maplibre-gl-js-e-geoserver</slug>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Lizmap Web Client: novit&#224; sulla piattaforma WebGIS</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <date>2026-07-10T11:05:00+02:00</date>
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                <abstract>Lizmap Web Client &#232; una piattaforma WebGIS basata su QGIS Server. &#200; uno strumento molto diffuso in italia, in uso presso enti pubblici, aziende partecipate, aziende private, e professionisti.
Questo intervento mira a presentare lo stato dell&apos;arte in merito agli sviluppi della piattaforma, condividendo le novit&#224; principali e quelle in programma , mostrando alcune delle funzionalit&#224; pi&#249; avanzate ed utili del software.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4990-lizmap-web-client-novita-sulla-piattaforma-webgis</slug>
                <track>GFOSS.it Contributions</track>
                
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Dati aperti per calcolare la regola 3-30-300 a scala di edificio nelle citt&#224; metropolitane italiane</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <date>2026-07-10T11:25:00+02:00</date>
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                <duration>00:20</duration>
                <abstract>La regola 3-30-300, formulata da Cecil Konijnendijk per guidare la pianificazione del verde nelle citt&#224;, stabilisce che ogni abitante dovrebbe poter vedere almeno 3 alberi dalla propria abitazione, vivere in un quartiere con una copertura arborea di almeno il 30% e avere accesso a uno spazio verde di almeno 1 ettaro entro 300 metri. Sebbene questo framework stia acquisendo crescente rilevanza nelle politiche di adattamento climatico e nella pianificazione urbana sostenibile, la sua applicazione sistematica e ad alta risoluzione spaziale rimane limitata, in particolare nel contesto italiano. Il presente contributo propone una metodologia replicabile e scalabile per il calcolo della regola 3-30-300 a livello di singolo edificio nelle 14 citt&#224; metropolitane italiane, attraverso l&#8217;uso esclusivo di dati aperti.
La metodologia si fonda su tre componenti principali. Per la geometria degli edifici e la rete stradale sono usati i dati di OpenStreetMap (OSM), la cui copertura nelle aree urbane italiane garantisce un livello di dettaglio sufficiente per l&apos;analisi spaziale a scala di edificio. I dati sulle chiome arboree sono derivati da dataset open globali ad alta risoluzione, ottenuti tramite telerilevamento e resi disponibili con licenza aperta. Oltre a questi dati, sono usati anche modelli digitali delle superfici (DSM) o elaborazioni del DTM TinItaly (necessari per il calcolo della visibilit&#224;) e le aree verdi definite da ISTAT a livello di sezione di censimento. L&apos;integrazione di queste fonti ha permesso di costruire un framework di analisi geospaziale che associa a ciascun edificio i valori relativi ai tre indicatori della regola: la visibilit&#224; degli alberi circostanti, la percentuale di copertura arborea nel contesto di prossimit&#224; e la distanza dal verde accessibile pi&#249; vicino.
Il calcolo della visibilit&#224; degli alberi (primo indicatore) &#232; stato affrontato attraverso un&apos;analisi di visibilit&#224; spaziale che, tenendo conto della posizione degli edifici e delle chiome arboree e usando un modello digitale delle superfici, stima la visibilit&#224; di alberi da ciascun fronte edilizio. La percentuale di copertura arborea (secondo indicatore) &#232; stata calcolata come rapporto percentuale tra la superficie delle chiome e la superficie totale di un buffer definito attorno a ciascun edificio, con una soglia di riferimento del 30%. La distanza dal verde accessibile (terzo indicatore) &#232; stata computata lungo la rete stradale estratta da OSM, individuando per ogni edificio lo spazio verde pi&#249; prossimo di dimensioni adeguate e misurando il percorso pedonale minimo necessario per raggiungerlo (con soglia di 300 metri).
L&apos;analisi &#232; condotta sulle 14 citt&#224; metropolitane italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Messina, Reggio Calabria e Cagliari) per un totale di diversi milioni di edifici analizzati. 
Il contributo dimostra come l&apos;utilizzo combinato di dati OSM e altri dataset open consenta di produrre analisi di urban greenery a scala fine senza ricorrere a dati proprietari o rilevamenti ad hoc, abbattendo significativamente i costi e aumentando la replicabilit&#224; del processo. La metodologia proposta si presta a essere integrata in sistemi di monitoraggio continuo (a partire dal Rapporto annuale sul consumo di suolo, pubblicato da ISPRA) e pu&#242; costituire uno strumento di supporto alla decisione per amministrazioni locali e pianificatori, consentendo di identificare le aree urbane con maggiore deficit di verde e di orientare interventi mirati di forestazione urbana e riqualificazione degli spazi aperti.
In questo studio sono stati utilizzati dataset derivati da rilevazioni da remoto (chiome arboree e DTM) e dati crowdsourced (edifici e rete stradale). Data la stretta dipendenza tra la qualit&#224; e l&#8217;accuratezza dei risultati e le caratteristiche dei dati di partenza, si &#232; deciso di effettuare delle attivit&#224; di verifica a campione dei risultati in alcune aree test delle 14 citt&#224; metropolitane, in modo da individuare eventuali inaccuratezze dovute a limitazione di alcuni dataset o a condizioni specifiche del tessuto urbano. 
Alcuni primi risultati evidenziano marcate disomogeneit&#224; sia tra le diverse aree metropolitane sia all&apos;interno di esse, con pattern spaziali che riflettono le differenze storiche nella pianificazione urbana, nella dotazione di verde pubblico e nella densit&#224; edilizia. Le citt&#224; del nord Italia mostrano in media performance migliori rispetto al secondo indicatore, mentre le aree metropolitane del sud presentano situazioni pi&#249; eterogenee, con nuclei centrali densamente costruiti e periferie con maggiore disponibilit&#224; di verde non sempre accessibile.
Vista la natura dei dati usati in input, si ritiene che una pi&#249; ampia call to action rivolta a volontar* delle comunit&#224; locali di OpenStreetMap e di altre associazioni (in particolare su edifici, aree verdi e alberi) possa permette di effettuare valutazioni pi&#249; estese e di fornire informazioni utili alla pianificazione.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5055-dati-aperti-per-calcolare-la-regola-3-30-300-a-scala-di-edificio-nelle-citta-metropolitane-italiane</slug>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>GeoBard: Semantic Grounding for Geo-Aware AI Agents</title>
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                <type>Talk</type>
                <date>2026-07-10T11:45:00+02:00</date>
                <start>11:45</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>Current GIS stacks expose geographic data brilliantly &#8212; but no layer exists between raw geodata and agent cognition. AI agents querying PostGIS or running RAG on vector tiles are not geo-aware: they retrieve features, they don&apos;t perceive place.
GeoBard is an open service that addresses this gap. Given a GeoJSON viewport and contextual parameters &#8212; time of day, historical period, cultural domain &#8212; GeoBard performs semantic grounding: it synthesizes a situated natural language narrative of what an agent perceives at that location. Not a feature summary. A description of presence.
Built on top of OpenFantasyMaps and OpenHistoryMap structured geodata, GeoBard is source-agnostic and stack-composable: it sits between any OGC API / vector tile source and any agent runtime, with no LLM lock-in. It is the missing perceptual layer for geo-aware AI agents in FOSS infrastructure.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5457-geobard-semantic-grounding-for-geo-aware-ai-agents</slug>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Il GIS Centre di M&#233;decins Sans Fronti&#232;res e l&apos;openess</title>
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                <type>Keynote</type>
                <date>2026-07-10T14:00:00+02:00</date>
                <start>14:00</start>
                <duration>00:30</duration>
                <abstract>Il GIS Centre di M&#233;decins Sans Fronti&#232;res (MSF), insieme alla componente Missing Maps di MSF, presenter&#224; un&#8217;applicazione operazionale dei dati OpenStreetMap (OSM) a supporto delle operazioni umanitarie di MSF in Papua Nuova Guinea (PNG). L&#8217;intervento mostrer&#224; come i dati OSM, prodotti su richiesta della missione, abbiano supportato &#8211; attraverso strumenti geospaziali open source e workflow riproducibili &#8211; la pianificazione e l&#8217;apertura di un nuovo progetto, nonch&#233; i processi decisionali operativi in un contesto estremamente remoto e in gran parte non mappato. La presentazione racconter&#224; in modo concreto come i dati OSM e il GIS possano avere un impatto reale sul terreno a beneficio delle comunit&#224; servite da MSF.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5947-il-gis-centre-di-medecins-sans-frontieres-e-l-openess</slug>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Aggiornamento su GRASS GIS</title>
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                <abstract>Partecipa a questa vivace panoramica sullo stato attuale del progetto GRASS, dove una community dinamica incontra la tecnologia geospaziale all&apos;avanguardia. Che tu sia un power user di lunga data o un nuovo arrivato curioso, questa presentazione metter&#224; in luce i grandi passi avanti fatti dal progetto nell&apos;ultimo anno e offrir&#224; uno sguardo su ci&#242; che ci aspetta in futuro.

Tratteremo i traguardi recenti in quattro aree chiave:
* **Community e Governance**: Scopri come GRASS ha rafforzato la propria sostenibilit&#224; grazie alla nuova sponsorizzazione fiscale con NumFOCUS. Metteremo in evidenza anche le iniziative di mentoring supportate dalla NSF, il nostro programma Student Grant, il successo del GRASS Developer Summit 2025 a Raleigh e le recenti innovazioni legate al Google Summer of Code.
* **un look tutto nuovo**: &quot;GRASS GIS&quot; &#232; ora ufficialmente solo GRASS! Mostreremo il nostro nuovo branding e logo, il nuovo shop online per il merchandising e la modernizzazione delle nostre piattaforme dedicate a tutorial e documentazione.
* **Sviluppi Tecnici** (GRASS 8.5): Dai un&apos;occhiata &quot;sotto il cofano&quot; ai nostri recenti miglioramenti nella qualit&#224; e sicurezza del codice. Discuteremo il passaggio a CMake per facilitare la manutenzione e l&apos;imminente pacchetto ufficiale Conda, progettato per abbattere drasticamente le barriere d&apos;ingresso per i data scientist che utilizzano Python/R.
* **La strada davanti a noi**: Cosa ci aspetta in GRASS 8.6 (2026) e oltre? Condivideremo la nostra ambiziosa roadmap, che include installazioni Conda in un solo clic, collegamenti sempre pi&#249; stretti con QGIS e R, e API perfezionate per uno scripting pi&#249; fluido.

In sintesi, lo stato di GRASS &#232; solido e dinamico. Vieni a conoscere le persone dietro al progetto, scopri le ultime funzionalit&#224; e scopri come anche tu puoi far parte del prossimo capitolo di GRASS!</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5029-aggiornamento-su-grass-gis</slug>
                <track>GFOSS.it Contributions</track>
                
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Integrazione dati con PostgreSQL/PostGIS: foreign data wrapper spaziali</title>
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                <abstract>PostgreSQL offre un avanzato meccanismo di foreign data wrapper, tramite i quali &#232; possibile recuperare informazioni da moltissime fonti, formati e protocolli, ed elaborandole ed esponendole direttamente in DB.
Questo intervento mira ad illustrare alcuni casi d&apos;uso, geografici e non di integrazioni, semplificando significativamente l&apos;importazione automatica o real-time di dati in modo solido ed efficiente.
L&apos;utilizzo di foreign data wrapper permette di implementare complesse logiche di elaborazione dati direttamente in DB, superando spesso spesso la necessit&#224; di strumenti ETL. Le informazioni sono poi disponibili e perfettamente integrate in QGIS ed in ogni strumento che supporta database PostgreSQL.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4991-integrazione-dati-con-postgresql-postgis-foreign-data-wrapper-spaziali</slug>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>ANNCSU_MANAGER Plugin di QGIS per aggiornare il DB ufficiale degli inirizzi italiani</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <abstract>Il database ANNCSU italiano &#232; il repository ufficiale della geocodifica dei numeri civici. Ogni comune italiano ha l&apos;obbligo di geocodificare tutti i propri indirizzi.

Il plugin gestisce un flusso di lavoro che integra diversi strumenti di geocodifica, sia commerciali che liberi, per scegliere la soluzione di geocodifica pi&#249; adatta. Grazie al plugin, i comuni possono continuare ad aggiornare i propri indirizzi e mantenere la coerenza con i dati del territorio. &#200; possibile pianificare, facoltativamente, perfezionamenti personalizzati di toponimi e coordinate tramite campagne con Mergin Maps.

Il plugin delega a una serie di GitHub actions personalizzate l&apos;aggiornamento automatico del database ANNCSU tramite un SDK e una CLI che interagiscono con le diverse API ANNCSU e gestiscono il flusso di lavoro e di autenticazione PDND.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5448-anncsumanager-plugin-di-qgis-per-aggiornare-il-db-ufficiale-degli-inirizzi-italiani</slug>
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                    <person id='4857'>Luigi Pirelli</person>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>HydroGeomorphology Tools for QGIS: an open-source plugin to support hydrological and watershed management</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <date>2026-07-10T15:30:00+02:00</date>
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                <abstract>Authors: Christian Orlando (1), Sara Cucchiaro (1), Eleonora Maset (2), Alberto De Luca (1), Marco Cavalli (3), Stefano Crema (3), Alessandro Sarretta (3) and Federico Cazorzi (1). 
(1) University of Udine, Department of Agricultural, Food, Environmental and Animal Sciences, Udine, Italy. 
(2) University of Udine, Polytechnic Department of Engineering and Architecture, Udine, Italy. 
(3) National Research Council of Italy, Research Institute for Geo-Hydrological Protection (CNR-IRPI), Padova, Italy.

In recent years, the intensification of the effects of climate change has led to an increase in the frequency and intensity of extreme weather events, making the territories increasingly vulnerable. In this context, watershed management and monitoring are playing an increasingly central role in mitigating hydro-geological risk, which can be reduced through effective and sustainable interventions. Nowadays, Remote Sensing data combined with analysis in GIS environments are fundamental tools to support these activities. However, these technologies are not yet widely widespread or user-friendly, as the available tools are diverse and require specific expertise, making it difficult to standardise workflows and obtain comparable results. To address these limitations, the University of Udine, in collaboration with CNR IRPI, has developed a plugin for the QGIS software designed to support hydrological, geomorphological and multi-temporal analysis of Digital Elevation Models (DTMs). 
The developed plugin &#8220;HydroGeomorphology Tools for QGIS&#8221;, includes several functionalities such as: i) exploiting the Kinematic Local Excess Model (KLEM) distributed hydrological model, to simulate the hydrological response of catchments, with particular reference to rainfall-runoff transformation processes during flood events; ii) useing DTMs to automatically derive catchment boundaries, flow directions, upstream catchment areas, channel networks, and design hydrographs; iii) integrating existing tools for geomorphological and multi-temporal analysis, enabling the calculation of the Connectivity Index (IC) and DoD (DTM of Difference; i.e. the quantification of erosion and deposition volumes by comparing DTMs acquired at different times). A additional module is dedicated to supporting the survey and management of the Torrent Control Structures: through morphological analysis of the DTM and the longitudinal channel profiles, the plugin supports the identification of potential structures along the channel network. 
The plugin is distributed under an open-source licence to encourage its widespread use and promote the standardisation of workflows in the hydro-geomorphological field. It is organised into five modules &#8211; Connectivity, Geomorphology, Hydrology, Multi-temporal DTMs Analysis and Torrent Control Structures DB Manager &#8211; each of which incorporates the functionalities described above. 
This work highlights how the development of open-source tools, such as the plugin presented here, can help to support decision-making processes related to land management, making advanced methodologies accessible to those working in such contexts. In particularly vulnerable environments, as mountainous areas, such tools enable planning and management decisions to be made in a more informed manner, helping to optimise the use of economic resources towards effective and targeted interventions.

Acknowledgement: This work was funded by the European Union - NextGenerationEU, in the framework of the consortium iNEST - Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem (PNRR, Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5, D.D. 1058 23/06/2022, ECS00000043 &#8211; CUP G23C22001130006, Young Researchers&#8217; Call UNIUD &#8211; Spoke 1 &#8211; GIS4HydroPlan Project) and the TORRENT project, which is co-funded by the European Union under the Interreg VI-A Italy-Slovenia programme. The views and opinions expressed are solely those of the authors and do not necessarily reflect those of the European Union, nor can the European Union be held responsible for them.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5536-hydrogeomorphology-tools-for-qgis-an-open-source-plugin-to-support-hydrological-and-watershed-management</slug>
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                    <person id='3227'>Christian Orlando</person>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Il JavaScript nelle applicazioni geografiche</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <date>2026-07-10T15:50:00+02:00</date>
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                <duration>00:20</duration>
                <abstract>Breve panoramica dell&apos;impiego del JavaScript come software per la divulgazione e l&apos;elaborazione di dati geografici.
Nonostante sia impiegato in vari strumenti GIS utilizzati quotidianamente, il JavaScript &#232; un linguaggio relativamente poco noto agli sviluppatori del settore. Questo intervento si propone di mostrare i framework e le librerie ad oggi pi&#249; diffusi, ed i loro impieghi rispetto a specifiche problematiche, sia lato web che lato server.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4989-il-javascript-nelle-applicazioni-geografiche</slug>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>Realizzazione di raster COG Multi-Scala con PyQGIS e GDAL</title>
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                <abstract>Lo script render_multiscale_cog.py risponde a un problema pratico tipico dei sistemi GIS su rete locale: un progetto QGIS composto da decine di layer vettoriali tematizzati e da raster di sfondo risulta lento da caricare quando i dati risiedono su un server di rete, perch&#233; ogni layer viene trasferito per intero prima di poter essere visualizzato.
La soluzione adottata &#232; la pre-renderizzazione del progetto in un file raster unico strutturato come Cloud Optimized GeoTIFF (COG) con piramidi interne generate da render reali a scale diverse. A differenza delle piramidi standard &#8212; che sono semplici ricampionamenti (media dei pixel) del livello base &#8212; le overview di questo COG contengono immagini renderizzate direttamente da QGIS alla scala corretta, con i layer appropriati attivi e le data-defined override gi&#224; valutate.
Il COG viene utilizzato come sfondo cartografico nell&apos;intervallo 1:150.000&#8211;1:600.000. Al di sotto di 1:150.000 il progetto carica i layer originali ad alta risoluzione.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5446-realizzazione-di-raster-cog-multi-scala-con-pyqgis-e-gdal</slug>
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                <title>FOSS &amp; FAIR: connubio virtuoso per la gestione dei dati</title>
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                <abstract>Il contributo, dopo aver introdotto i punti in comune dei due concetti, evidenzia opportunit&#224; e criticit&#224; che possono scaturire dall&apos;intersezione degli stessi. In particolare, si approfondisce quando l&apos;informazione digitale strutturata (dati) pu&#242; considerarsi sia FOSS che FAIR e a quali implicazioni andiamo incontro omettendo una delle due.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4921-foss-fair-connubio-virtuoso-per-la-gestione-dei-dati</slug>
                <track>GFOSS.it Contributions</track>
                
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                <title>DigiAgriApp, il monitoraggio dei campi agricoli libero e open source</title>
                <subtitle></subtitle>
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                <abstract>DigiAgriApp &#232; un&apos;architettura client/server libera e open source (FOSS) sviluppata all&apos;interno della Fondazione Edmund Mach, in Trentino. L&apos;applicazione consente un monitoraggio agronomico multiscala, dal livello di intero appezzamento fino alla singola pianta, permettendo la registrazione e l&apos;integrazione di misurazioni in situ, osservazioni fenologiche e documentazione fotografica. Il sistema si distingue inoltre per la capacit&#224; di gestire e integrare dati eterogenei provenienti da diverse piattaforme e sensori, tra cui immagini satellitari (es. Sentinel), rilievi da drone (UAV) e reti di stazioni agrometeorologiche. La presentazione illustrer&#224; i casi d&apos;uso operativi all&apos;interno della Fondazione, evidenziando i flussi di lavoro e gli output che l&apos;utente pu&#242; generare facilmente a supporto del processo decisionale.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5027-digiagriapp-il-monitoraggio-dei-campi-agricoli-libero-e-open-source</slug>
                <track>GFOSS.it Contributions</track>
                
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                <title>Controllo della qualit&#224; in OSM - alcuni errori che scappano agli strumenti convenzionali</title>
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                <date>2026-07-10T17:10:00+02:00</date>
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                <abstract>Aggiornamento di un elenco presentato a OSMit 2020 a Torino
L&apos;elenco &#232; soggettivo e sicuramente incompleto.
Comprende:
- allineamento e geometria di edifici, vie, percorsi d&#8217;acqua, uso del terreno
- altri errori di etichettatura
	- direzioni di corsi d&#8217;acqua, muri di sostegno, scarpate, guardrail
	- tipo di strade, vie d&#8217;acqua
	- uso del terreno
	- sensi unici incorretti
	- dati importati con errori
 - oggetti che non esistono pi&#249; sul terreno</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5492-controllo-della-qualita-in-osm-alcuni-errori-che-scappano-agli-strumenti-convenzionali</slug>
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                <title>GIShosting2 un servizio WebGIS basato su software libero</title>
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                <abstract>GIShosting2 &#232; la versione rinnovata della soluzione GIS cloud basata su QGIS creata da GTER. Gli utenti devono solo impostare la cartella corretta, gestita da Nextcloud, o il database PostGIS dove salvare i propri dati e progetti QGIS e Lizmap per pubblicare immediatamente il proprio lavoro sul web su un client basato su Lizmap.
Una delle innovazioni pi&#249; importanti introdotte nella nuova versione &#232; l&apos;introduzione di un&apos;infrastruttura Docker. Questa nuova versione &#232; completamente basata su container, che consente l&apos;attivazione quasi immediata di nuove istanze e una gestione e un aggiornamento pi&#249; semplici da parte degli amministratori di sistema. Inoltre, &#232; stato sviluppato un sistema di amministrazione per automatizzare e semplificare la gestione degli utenti (creazione, modifica del piano, disattivazione, ecc.) e per fornire determinate informazioni sull&apos;utente.
Durante la presentazione, verr&#224; fornita una panoramica del software che compone l&apos;infrastruttura e di come comunicano tra loro. Mostrer&#224; anche come provare il servizio cloud utilizzando una versione di prova e come registrarsi nel caso in cui si sia interessati a utilizzare il servizio.Ultimo ma non meno importante, vi mostreremo alcuni casi d&apos;uso dei nostri clienti che utilizzano il prodotto da diversi anni.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5866-gishosting2-un-servizio-webgis-basato-su-software-libero</slug>
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                    <person id='2'>Luca Delucchi</person><person id='5161'>Tiziano Cosso</person>
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                <room>Aula Magna</room>
                <title>GeoHazard: Un plugin QGIS per l&#8217;analisi speditiva della pericolosit&#224; da frana a piccola e media scala</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Lighting talk</type>
                <date>2026-07-10T17:20:00+02:00</date>
                <start>17:20</start>
                <duration>00:05</duration>
                <abstract>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sintesi e Obiettivi.&lt;/strong&gt; La gestione del rischio idrogeologico rappresenta una sfida crescente a causa della frequenza di eventi meteorologici estremi e della vulnerabilit&amp;agrave; del territorio. In questo contesto, il plugin &lt;strong&gt;GeoHazard&lt;/strong&gt; si propone come uno strumento &lt;strong&gt;open-source&lt;/strong&gt; integrato nell&apos;ambiente &lt;strong&gt;QGIS&lt;/strong&gt;, progettato per supportare tecnici e pianificatori nell&apos;analisi preliminare della suscettibilit&amp;agrave; e della pericolosit&amp;agrave; da frana a scala territoriale. Sviluppato in collaborazione tra il &lt;strong&gt;Politecnico di Torino&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Arpa Piemonte&lt;/strong&gt;, il plugin mira a colmare il divario tra algoritmi scientifici complessi e rigorosi e la necessit&amp;agrave; di strumenti operativi user-friendly.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Architettura del Plugin e Moduli Operativi&lt;/strong&gt; GeoHazard integra tre moduli principali dedicati a diverse tipologie di dissesto e monitoraggio:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Groundmotion&amp;ndash;C index:&lt;/strong&gt; Questo modulo valuta l&apos;affidabilit&amp;agrave; dei dati satellitari &lt;strong&gt;SAR (InSAR)&lt;/strong&gt;, come quelli del programma Copernicus Sentinel-1. Attraverso il calcolo dell&amp;rsquo;indice C, il plugin permette di determinare quanto della reale deformazione del suolo sia visibile dal satellite lungo la linea di mira (LOS), generando mappe di visibilit&amp;agrave; fondamentali per la corretta interpretazione dei movimenti lenti.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Landslide&amp;ndash;Shalstab:&lt;/strong&gt; Dedicato alle &lt;strong&gt;frane superficiali&lt;/strong&gt; innescate da piogge, implementa un modello idro-meccanico (SHALSTAB) che combina la stabilit&amp;agrave; del pendio infinito con un modello idrologico stazionario. Il modulo identifica le aree instabili calcolando la &lt;strong&gt;pioggia critica di infiltrazione &lt;/strong&gt;necessaria per il collasso della coltre superficiale.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rockfall&amp;ndash;Droka:&lt;/strong&gt; Modulo dedicato alla &lt;strong&gt;caduta massi&lt;/strong&gt; che offre due approcci complementari basati sul concetto di linea di energia:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Droka_Basic:&lt;/strong&gt; utilizza il &lt;strong&gt;Metodo de&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; Con&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt; per definire l&apos;area di invasione e la frequenza spaziale dei blocchi.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Droka_Flow:&lt;/strong&gt; impiega un approccio idrologico e un metodo &lt;strong&gt;Monte Carlo&lt;/strong&gt; per simulare le traiettorie lungo le linee di massima pendenza, tenendo conto della variabilit&amp;agrave; ed incertezze delle quote del terreno modellate nel DTM. Entrambi i moduli forniscono stime essenziali della &lt;strong&gt;velocit&amp;agrave;&lt;/strong&gt; e dell&apos;&lt;strong&gt;energia cinetica&lt;/strong&gt; dei blocchi.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Validazione e Applicazioni&lt;/strong&gt; L&apos;efficacia dello strumento &amp;egrave; stata testata attraverso casi studio reali nelle Alpi Occidentali e nelle Langhe (Piemonte). In particolare, la back-analysis di eventi storici ha permesso di calibrare i parametri del modello, dimostrando come GeoHazard sia in grado di identificare le aree critiche e le traiettorie d&apos;impatto pi&amp;ugrave; probabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni &lt;/strong&gt; GeoHazard rappresenta un esempio di come il software libero possa permettere a tutti l&apos;accesso a tecniche avanzate di geoprocessing, mantenendo intatto il rigore scientifico. Il plugin fornisce strumenti scalabili e trasparenti per la individuazione preliminare ma estesa di zone cui dedicare approfondimenti in contesti dove la scarsit&amp;agrave; di dati richiederebbe altrimenti analisi lunghe e costose.&lt;/p&gt;</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5493-geohazard-un-plugin-qgis-per-l-analisi-speditiva-della-pericolosita-da-frana-a-piccola-e-media-scala</slug>
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                    <person id='6'>Stefano Campus</person><person id='556'>Marta Castelli</person><person id='5197'>Andrea Filipello</person>
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>Open Source Dynamic Mapping of Slope Susceptibility to Shallow Landslides Potentially Interacting With Bridges and Viaducts by Ground-based and Remote Sensing Monitoring.</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T14:30:00+02:00</date>
                <start>14:30</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>The high susceptibility to landslides of the Italian territory represents a significant risk factor for many infrastructures, especially bridges and viaducts. Landslides can be fatal for existing bridges and viaducts even when they are properly designed, built, and maintained, since the landslide-induced stresses can overcome the structural resources of such infrastructures.
In 2020, the Italian Ministry of Infrastructure introduced the &quot;Guidelines for Risk Classification and Management, Safety Assessment, and Monitoring of Existing Bridges&quot;, which require the assessment of the Attention Class (also determined by landslide risk) of each bridge according to a multi-risk and multi-level procedure, with the aim of optimizing the resources allocated to infrastructure maintenance, based on the identified risk conditions. Therefore, a good understanding of the stability conditions of the slopes around a bridge is essential for analyzing possible landslide-bridge interactions.
The most frequent landslides in Italy are rain-induced, so it is very useful to zone the susceptibility of the territory to such instabilities. In assessing rain-induced shallow landslides susceptibility, Surface Soil Moisture (SSM) estimate is crucial, since this type of instability, which typically affects the slope in the first 2-3 m depth, often occurs in unsaturated soil conditions, frequently even in the days following rainfall, as a result of the propagation of the saturation front.
In this scenario, an innovative monitoring system for the SSM, integrating direct and remote sensing techniques, has been installed in San Carlo di Cese (Liguria, Italy), in the context of Mind The Bridge (MTB) Project, co-financed by the Liguria Regional FESR Program 2021-2027.
Within the LAMP (Landslide Monitoring and Predicting) System, in its modelling component dedicated to shallow landslides Soil Apparent Cohesion (SAC), the obtained SSM maps are the main input of a physically based 3D model implemented in QGIS for slope stability assessment, together with a Digital Terrain Model and geotechnical parameters. Typically, the analysis can be conducted over a large area (several km&#178;) at 10 m spatial resolution in a short computational time. LAMP System processing procedures are available at github.com/LabGeomatica. At the San Carlo di Cese site, the area under consideration is the one interacting with a bridge.
Soil moisture is directly measured using low-cost capacitive sensors placed in the soil at different depths. In addition, the correlation between the reflectance of the examined surfaces and soil moisture allows the monitoring of the spatial and temporal variations of the latter variable, mapped using Sentinel-2 Multispectral images, obtained using both the Copernicus Data Space Ecosystem Portal and SADASADAM (SAme DAy SAtellite DAta Mosaics), a Python-based command line tool that automates the creation of atmosphere-corrected and cloud-free mosaics from Sentinel-2 scenes. Sentinel-2 images provide several bands (Red Edge, Broad Near Infrared, and Near Infrared) particularly suitable for the estimate of vegetation conditions, which are an indirect indicator of SSM. The obtained maps provide an estimate of SSM on natural slopes strictly referring to the first 10 cm of depth. However, this estimate can be extended to a depth of 40 cm, based on direct measurements obtained by the soil moisture sensors positioned at that depth.
SSM maps are realized according to a land cover specific (woods) Reflectance-Soil Moisture correlation developed on Mendatica (Liguria, Italy), a site prone to landslides selected within the Alcotra Project AD-VITAM (Analysis of the Vulnerability of the Mediterranean Alpine Territories to natural risks), assuming the characteristics of the area to be similar to San Carlo di Cese. The assumption was supported by the fact that the study site has a high prevalence of wooded areas and then positively verified by comparing satellite estimates with direct soil moisture measurements. The analogy with Mendatica in regards of soil characteristics was also exploited for the calibration of sensors in the field.
Both SSM and slope stability maps of the study area have been made available as a Web Map Service through a QGIS server. Currently, the available maps refer to October-December 2025 and are being updated. Through the WMS, territorial analysis concerning slope instability are included into the digital twin of the bridge, together with data acquired by the sensors installed on the bridge itself.
Since LAMP may allow for a dynamic analysis of the territorial susceptibility to landslides, its use could have consequent benefits in the protection of bridges and viaducts interacting with potential rain-induced shallow landslides, which represent the majority of Italian landslides.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4954-open-source-dynamic-mapping-of-slope-susceptibility-to-shallow-landslides-potentially-interacting-with-bridges-and-viaducts-by-ground-based-and-remote-sensing-monitoring</slug>
                <track>Sessione di apertura</track>
                
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                    <person id='764'>Alessandro Iacopino</person>
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>Open-Source GIS and Remote Sensing Analysis of Rooftop Photovoltaic Potential in Padova&apos;s Industrial Zone: Implications for Sustainable Urban Energy Planning</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T14:50:00+02:00</date>
                <start>14:50</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>The rapid expansion of solar photovoltaic (PV) deployment across the European Union (EU) underscores renewables&apos; growing role in decarbonization, energy security, and land-efficient urban transitions. In Italy, one of Europe&apos;s leading solar markets, this shift benefits from high solar irradiation (1,400&#8211;1,800 kWh/kWp annually in northern regions like Veneto), progressive policies (e.g., Conto Energia legacy, updated NECP targets, and REPowerEU-aligned incentives), and abundant rooftop surfaces, particularly in industrial zones. Such areas are particularly strategic: large, flat, already-sealed surfaces enable substantial PV deployment with minimal additional land take, reduced pressure on agricultural or natural systems, and proximity to high industrial energy demand. For example, in 2024, 80% of the land used for photovoltaic installations was previously agricultural land, thus available rooftops would potentially avoid or reduce future land take as existing rooftops show a potential of 84-110 GW PV energy production (ISPRA, 2026). This amount is sufficient to cover the increase in overall renewable energy foreseen by the PNIEC by 2030 (ISPRA, 2026). Despite rising interest in distributed rooftop PV, high-resolution data on existing installations and further potential remain fragmented, aggregated at coarse scales, not updated frequently, or inaccessible for local scale planning. This limits accurate potential assessment, grid integration planning, and evidence-based prioritization, challenges especially acute in industrial districts where untapped roof stock is significant but site-specific evidence is scarce.
This study evaluates the technical potential for additional rooftop PV in Padova&apos;s industrial zone (ZIP, Zona Industriale di Padova), a major northern Italian logistics and manufacturing hub of 8&#8239;km&#178; comprising approximately 1000 buildings. The objectives of this research include: (1) characterizing rooftop suitability based on geometry, orientation, and slope, adopting the methodology from Ahmadi (et al., 2026); (2) mapping existing PV installations and distinguishing occupied from available roofs; (3) estimating annual electricity generation under technical constraints; and (4) quantifying avoided CO&#8322; emissions from displaced grid electricity.
The analysis employs an open-source, reproducible GIS- and remote sensing-based workflow implemented in QGIS and utilizing the PVGIS solar yield modeling formula developed by Joint Research Center- European Commission. Input datasets include municipal building footprints, LiDAR-derived DSM and DTM at 50 cm spatial resolution, and orthophotos at 20 cm spatial resolution, made openly available by the Veneto Region and the Municipality of Padova, and multispectral satellite imagery from PlanetScope at 3 m resolution, freely available for academic non-commercial purposes. Existing rooftop PV systems are detected via manual photo-interpretation of the orthophoto of the study area. Results of this step are also used as a ground-truth layer for comparison with the resulting semi-automatic satellite classification for installed PV identification, thus allowing an assessment of the potential of semiautomatic classification for local-scale existing PV analysis.
Results reveal substantial untapped potential in the ZIP area. The estimated total area of flat rooftops is approximately 1.5&#8239;km&#178; on about 500 buildings. Under the assessed technical scenario, additional rooftop PV could generate up to 415 GWh annually, confirming industrial roofs as a high-value, low-impact resource for expanding distributed solar generation without new land consumption. The photo-interpretation demonstrates reliable identification of existing systems, while the comparison with semi-automatic classification highlights the capability and limitations of the PlanetScope satellite image. The results also indicate substantial CO&#8322; emission avoidance through substitution of fossil-based grid electricity.
This research provides transferable, open-source methods for GIS-RS rooftop PV cadastres, supporting local authorities in translating EU/national decarbonization targets into actionable urban strategies. By prioritizing industrial zones, the framework advances spatially explicit renewable planning and strengthens the evidence base for integrating distributed PV into regional and local energy systems.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5460-open-source-gis-and-remote-sensing-analysis-of-rooftop-photovoltaic-potential-in-padova-s-industrial-zone-implications-for-sustainable-urban-energy-planning</slug>
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                    <person id='375'>Daniele Codato</person><person id='4563'>Ahmadi Ahmadi</person>
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>Un workflow open source per trasformare il burn severity in decision support post-incendio</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T15:10:00+02:00</date>
                <start>15:10</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>Questo intervento presenta un workflow geospaziale open source per il post-fire planning in contesti shrubland e, pi&#249; in generale, nei paesaggi mediterranei di interfaccia urbano-forestale. Il metodo integra dati Earth Observation aperti, in particolare Sentinel-2, con indicatori di burn severity e risposta della vegetazione come dNBR e dNDVI, un modello digitale del terreno idrologicamente corretto e layer di vincolo ecologico e territoriale. L&#8217;obiettivo &#232; trasformare informazioni telerilevate e dati ambientali in supporto operativo per la localizzazione di punti di supporto tattico e corridoi di intervento, migliorando leggibilit&#224;, trasparenza e ripetibilit&#224; del processo decisionale. Il workflow combina analisi multicriterio, verifica della coerenza spaziale e modellazione causale DEMATEL per evidenziare relazioni tra severit&#224;, morfologia, accessibilit&#224; e fattibilit&#224; operativa. La precipitazione a breve termine viene trattata come vincolo esogeno per la sicurezza e la praticabilit&#224;, senza sovrapporsi causalmente alla severit&#224; gi&#224; osservata. Il contributo propone quindi un approccio replicabile, auditabile e trasferibile ad altri contesti mediterranei, utile per supportare pianificazione, prevenzione e gestione post-incendio con strumenti liberi, dati aperti e pipeline riproducibili.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5360-un-workflow-open-source-per-trasformare-il-burn-severity-in-decision-support-post-incendio</slug>
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>A GIS-based procedure for preliminary time-dependent rockfall risk assessment at medium scale</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T15:30:00+02:00</date>
                <start>15:30</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>Rockfalls are rapid, high-energy slope processes that can severely affect buildings, infrastructure, and human safety, particularly where steep rocky slopes interact with urbanized environments. Their assessment is especially challenging at medium scale, where large territories must be analyzed through simplified but reliable procedures, and where the recurrence of different rockfall scenarios should be explicitly considered. In this context, preliminary risk analyses are essential to support land-use planning, mitigation prioritization, and the identification of sectors requiring more detailed investigations.
This study presents a GIS-based procedure for preliminary time-dependent rockfall risk assessment, developed to support spatially distributed risk screening through the explicit inclusion of temporal probability. The workflow is organized in two main phases within an open-source QGIS environment. The first phase concerns hazard analysis and is performed using the QPROTO Plugin (Castelli et al., 2021), adopted to estimate potential invasion areas and characterize rockfall intensity for different block-volume scenarios through a simplified physical-based estimation of the kinetic energy of the block.
The second phase concerns risk assessment and is carried out through the QRADE plugin, which applies the IMIRILAND methodology (Bonnard et al., 2004) to integrate hazard outputs with the vulnerability and value of exposed elements. Starting from a hazard dataset representing block kinetic energy, QRADE assesses the vulnerability of exposed elements using predefined but fully customizable tables derived from the literature (Torsello et al., 2022). Exposed elements can be provided by the user or downloaded automatically directly from OpenStreetMap (OSM). By leveraging OSM&#8217;s taxonomy and tags, QRADE assigns a specific vulnerability rating to each identified element (e.g., buildings, roads, or infrastructure). Based on classifications of the elements&#8217; value, proposed by the plugin but also fully customizable, a risk index is then calculated for each element. 
When assessing the vulnerability and value of the elements, physical aspects (damage to structures or buildings) and social aspects (harm to people) are considered separately. The final result then consists of three risk maps: Physical Risk, Social Risk, and Total Risk, which is equal to the sum of the first two.
To account for the time-dependent component of risk, different rockfall volume scenarios can be associated with probabilities of occurrence over selected reference periods, through a probabilistic formulation based on historical event recurrence. This allows the procedure to move beyond a purely spatial assessment by considering not only the expected effects of the phenomenon, but also its likelihood over time. In this way, the framework provides a more informative basis for preliminary decision-making in comparison with time-independent approaches.
The methodology is applied to the Palermo area in southern Italy, considered a representative case study given the interaction between steep rocky slopes and exposed urban elements, as well as the need to develop and test practical tools for evaluating the effects of climate change in the Mediterranean context. The proposed approach produces hazard and risk maps for multiple scenarios and offers a rapid, transparent, and scalable framework for the preliminary evaluation of rockfall-prone areas. Although intended as a screening-level methodology, it provides useful support for identifying critical sectors, guiding subsequent site-specific analyses, and informing mitigation and risk-management strategies. More broadly, the procedure contributes to the development of operational GIS-based tools for preliminary time-dependent geohazard risk assessment in data-limited contexts.

References
Castelli M., Torsello G., Vallero G., 2021. Preliminary Modeling of Rockfall Runout: Definition of the Input Parameters for the QGIS Plugin QPROTO. In: GEOSCIENCES, vol. 11. https://doi.org/10.3390/geosciences11020088
Torsello G., Vallero G., Milan L., Barbero, M., Castelli M., 2022. A Quick QGIS-Based Procedure to Preliminarily Define Time-Independent Rockfall Risk: The Case Study of Sorba Valley, Italy. In: GEOSCIENCES, vol. 12. https://doi.org/10.3390/geosciences12080305
Bonnard Ch., Forlati F., Scavia C. (eds), 2004. Identification and mitigation of large landslide risks in Europe: advances in risk assessment. A.A. Balkema, ISBN 90 5809 598 3</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5484-a-gis-based-procedure-for-preliminary-time-dependent-rockfall-risk-assessment-at-medium-scale</slug>
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>Collaborative Mapping and Data Space co-creation for Sustainable Rural Tourism: the Map&amp;Go Pilot Action</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T15:50:00+02:00</date>
                <start>15:50</start>
                <duration>00:20</duration>
                <abstract>The availability and quality of geospatial data are key enabling factors for sustainable tourism policies, especially in rural and inner areas where datasets are often incomplete, outdated, or fragmented. These limitations affect both policy-making processes and the accessibility of territorial resources.
In this framework, the Pilot Action &#8220;Map&amp;Go&#8221;, launched by an interdisciplinary group of the Politecnico di Torino (Systemic Design, Real Estate Appraisal and Project Evaluation, and Geomatics), focuses on defining collaboration for open geospatial datasets through participatory approaches, adopting consolidated tools and methods of OpenStreetMap (OSM). The Action is part of the Interreg Europe SYSTOUR project (https://www.interregeurope.eu/systour), aiming to improve the accessibility and usability of tourism-related data to support regional policy instruments. 
Building on the results of the SYSTOUR co-design process, &#8220;Map&amp;Go&#8221;  enriches the SYSTOUR GIS for complexity maps by enhancing existing regional geospatial datasets and maps by integrating new information and objects related to outdoor facilities, accessibility, and mobility infrastructures, as well as cultural, gastronomic, and other place-based tourism experiences. This supports regional policy implementation processes and contributes to the development of sustainable tourism solutions, in line with the emerging European Tourism Data Space. It adopts a capacity-building approach based on a &#8220;training of trainers&#8221; model. Two webinars (about online and onsite tools topics) and an in-person mapping party in Turin (at the Valentino Castle, hosting the Department of Architecture and Design) were organised to transfer knowledge on OSM data structures, different editing tools/apps (such as Id, OsmAnd, FieldPapaer, Map/StreetComplete, Mappillary, &#8230;) and mapping pipelines, as well as to define shared data models for tourism-related information. 
After this, participatory mapping activities are being implemented across the involved partner regions (in three different countries across Europe: Finland, France, and Italy), including field mapping parties and remote mapathons. These activities involve local stakeholders and OSM communities in the acquisition, validation, and publication of geospatial data, ensuring both data quality and local relevance.  The collected data will support the data-driven design of sustainable tourism solutions, with a focus on &#8216;tourism for all&#8217;, slow mobility, accessibility, and the valorisation of local resources. The final phase will consist of joint field visits involving all partners, aimed at testing the mapped experiences and itineraries  and evaluating them  according to economic feasibility criteria. 
This approach is particularly relevant in rural areas, where spatial knowledge is often not formalised in existing datasets. Participatory mapping enables the transformation of this knowledge into structured, open data, while fostering local capacity building and engagement.
The pilot thus provides a transferable methodology that combines collaborative mapping, open-source tools, and capacity-building to address the lack of data, to support evidence-based policies and define sustainable tourism solutions in rural contexts.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5458-collaborative-mapping-and-data-space-co-creation-for-sustainable-rural-tourism-the-map-go-pilot-action</slug>
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>Distributed Renewable Energy (DRE) Atlas: dati geospaziali per l&apos;accesso all&apos;energia</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T17:00:00+02:00</date>
                <start>17:00</start>
                <duration>00:10</duration>
                <abstract>Il [Distributed Renewable Energy (DRE) Atlas](https://dre.energydata.info/), pubblicato da [ESMAP, World Bank Group](https://www.esmap.org/) in partnership tecnica con [VIDA.place GmbH](https://vida.place/), &#232; una piattaforma interattiva e dataset geospaziale su larga scala che copre 58 paesi tra Africa subsahariana, Asia e Pacifico, America Latina e Caraibi.
Pensato per supportare pianificazione e investimenti nell&apos;accesso all&apos;energia con un approccio data-driven, fornisce analisi armonizzate a livello di insediamento costruite su dataset geospaziali aperti, con OpenStreetMap come fonte chiave. I dati sono organizzati per paese e distribuiti in formati tradizionali e cloud-native, per integrarsi nei flussi di lavoro analitici moderni.
L&apos;intervento approfondisce l&apos;architettura geospaziale del DRE Atlas: integrazione di dati aperti, pipeline scalabili e strategie per pubblicare dataset interoperabili e pronti all&apos;uso per le decisioni.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-4978-distributed-renewable-energy-dre-atlas-dati-geospaziali-per-l-accesso-all-energia</slug>
                <track>GFOSS.it Contributions</track>
                
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                <room>Aula accademica</room>
                <title>A FOSS4G workflow for the implementation of a wildlife-vehicle collision prevention system: technical optimization and privacy constraints</title>
                <subtitle></subtitle>
                <type>Talk scientifico</type>
                <date>2026-07-10T17:10:00+02:00</date>
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                <duration>00:10</duration>
                <abstract>Given the expansion of the road network, wildlife-vehicle collisions (WVCs) are a growing global problem, representing a critical challenge for road safety and biodiversity. Traditional mitigation measures such as overpasses, underpasses, and fencing are often used, but their real effectiveness and high costs are still a cause of debate. With the advent of technological measures, new systems such as thermal cameras integrated with AI detection tools and alert signals are being tested. An experimental system that deploys this approach is currently being piloted in four municipalities of the Autonomous Province of Trento in Italy. While effective at identifying animals, vehicles, and humans&apos; heat signatures through AI, this system still lacks wildlife species-specific accuracy. Within the TransWILD Biodiversa+ project, our study aimed to enhance the setup by adding camera traps to bridge this gap and provide data for comparison. Using QGIS as a decision-support tool, we identified optimal installation sites in two test areas. We integrated heterogeneous spatial data from different sources. During preliminary field surveys, the Gaia GPS app was employed to collect waypoints and tracks, which were recorded in the WGS84 (EPSG: 4326) reference system and exported in GPX format. Field data were then imported into QGIS and integrated with official cadastral datasets in SHP format and converted into the ETRS89/UTM zone 32N (EPSG: 25832) reference system. By overlaying these layers, a detailed map of the distribution of private properties in the candidate sites was created. The methodology followed a multi-step spatial process: 1) creation of an overlay map to identify public and private parcels, 2) proximity and buffer zone analysis to determine the optimal placement of camera traps and to maximize area coverage, and 3) data management and sharing to inform public authorities. The spatial outputs produced helped us in the decision-making process, demonstrating that FOSS4G is a powerful tool to communicate and create connections between technical teams and non-technical stakeholders working in public administration. Using FOSS4G was an advantage, as it allowed us to share information without licensing barriers. However, while preliminary tests with camera traps confirmed the high potential of the integrated monitoring system to prevent WVCs, we also encountered strong limitations. Privacy concerns regarding image capture from thermal cameras and complex bureaucratic procedures emerged as substantial obstacles, eventually limiting the collection of long-term research data and requiring the removal of camera traps. Despite these difficulties, the study emphasizes that interdisciplinary projects, which combine wildlife research with real-world social issues such as WVCs, depend heavily on the receptiveness and preparedness of public authorities. It is therefore essential to plan surveys well in advance to ensure compliance with regulations and local requirements. The FOSS4G approach and the decision to use tools such as QGIS are still the best choice for such collaborative initiatives, as they create an inclusive environment in which spatial data acts as a shared language for negotiation and transparency. Artificial intelligence systems designed to obscure people in recorded images could be implemented when using thermal imaging cameras, in addition to public awareness campaigns informing about the privacy safeguards and the benefits of these systems in terms of public safety. Future developments should integrate data ethics and administrative transparency into the project planning workflow to ensure a swift transition from technical design to implementation in the field, focusing on sustainability from legal and social perspectives.</abstract>
                <slug>foss4g-it-2026-5414-a-foss4g-workflow-for-the-implementation-of-a-wildlife-vehicle-collision-prevention-system-technical-optimization-and-privacy-constraints</slug>
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